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40 Giorni in Africa

Laureate in Ostetricia a Novembre 2012, ci siamo iscritte al Collegio delle Ostetriche di Ravenna, dove abbiamo parlato del nostro sogno di fare un esperienza come volontarie in Africa con la Presidente Norma Bini, la quale ci ha subito messe in contatto col Dottor Morelli dell’Associazione Auxilia Onlus. Conosciuta l’Associazione e conosciuto quello che avremmo fatto una volta arrivate in Camerun (per quel poco che ci si può immaginare di un paese tanto lontano e tanto diverso!) abbiamo dovuto pazientare fino al primo di Aprile quando da Bologna abbiamo preso l’aereo per il nostro viaggio di 40 giorni.

Oggi in Italia noi ostetriche neolaureate facciamo molta fatica ad inserirci nel mondo del lavoro; alcune ragazze vanno in altri paesi europei, altre accantonano il sogno di fare l’ostetrica per cercare un mestiere diverso ed altre, come noi, non abbandonano il loro sogno anzi, lo arricchiscono con meravigliose esperienze come quella di far nascere bambini in Africa. Dove la maternità è fondamentale, dove ogni figlio è una benedizione e dove le donne hanno diritto di avere un assistenza sanitaria adeguata al loro parto.

Partite con tanto entusiasmo, ma anche un po’ di timore, la nostra esperienza è iniziata all’alba del tre aprile quando il nostro treno è arrivato nella cittadina di Ngaoundal.

Fin dal primo giorno le suore della carità ci hanno coccolato e accolto come in una grande famiglia. Abbiamo lavorato a fianco di Maria Grazia, suora e ostetrica, nella maternità del “Centre Santé Integre Catholique”.

Con lei abbiamo potuto apprendere, scoprire e riscoprire un’ostetricia differente dalla realtà italiana. Dall’auscultazione con lo stetoscopio di Pinard all’assistenza al parto spontaneo trigemino.

Abbiamo imparato e abbiamo insegnato: “Siamo maestre reciprocamente”, così ci ha detto Maria Grazia per ringraziarci delle conoscenze che noi, due neolaureate, abbiamo potuto regalare al dispensario, facendo sentire il nostro piccolo contributo davvero importante. 

A rendere ancora più piacevole la nostra permanenza in Camerun hanno contribuito tutti i dipendenti del dispensario in cui lavoravamo, i quali, con la loro voglia di vivere e la loro allegria, hanno reso ogni nostro singolo giorno a Ngaoundal speciale.

Ci hanno insegnato ciò che di infermieristico non sapevamo, ci hanno insegnato il Fufulbe, la lingua locale, ci hanno insegnato che si può essere felici con poco.

Ci auguriamo che l’ospedale di Galà Galà venga al più presto completato, per i malati, per le suore che da tempo si impegnano dietro al progetto, per i ragazzi del posto, così che si aprano opportunità di lavoro e magari chissà, anche per noi, se avremo la possibilità di ritornare.

Cecilia Morini ed Elena Platani

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