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Missione Africa Novembre 2009

L’arrivo a N’gaoundal distretto dell’Adamoua più o meno al centro del Cameroun, poco sopra all’equatore, rappresenta ogni anno per Cerviauxilia ed i suoi volontari la provo del nove di tante attività, iniziative e progetti portati avanti per un anno intero. Dopo il caos tutto africano ma in qualche modo occidentalizzato  della capitale  Yaoundé, e dodici ore di treno altrettanto africano ed impegnativo, anche perché affrontato con dieci bagagli al seguito fra cui il fragile ecografo di ricambio, si arriva alla stazione del villaggio, nella polvere rossa e le casupole cadenti come in un film di Sergio Leone, ma peggio. .Il “viale della Stazione”racconta  con le sue buche ed i suoi crateri quanto violenta e duratura è stata, e soprattutto quest’anno, la stagione delle piogge che da queste parti sono proprio torrenziali  , piangenti e continue per giorni interi .Dopo aver difeso l’ecografo dagli scossoni della Toyota guidata con grande scioltezza ,  anche troppa da suor Lucia da trent’anni in Africa, ecco  il paese ,chi dice di15 chi20 chi 25 mila abitanti , sembra sempre uguale con le pozzanghere, l’immondizia il mercato le capre e bambini ovunque donne da i colori variopinti e sgargianti, frutta e prodotti agricoli sulle stuoie per terra ,ma soprattutto questa atmosfera di un’africa povera e rurale marginale rispetto ai ritmi del. cosiddetto primo mondo. Le casupole sono grigie di muffa delle piogge recenti sui tetti di latta più parabole per la tv ed un nuovo  ripetitore ai piedi della montagna che sovrasta il paese per più cellulari .Nelle case non ci sono elettrodomestici perché sono molto cari e la corrente elettrica dove arriva è molto discontinua..Qualcuno sulla  parete di una casa semi diroccata ha scritto l’Afrique bouge (l’Africa si muove)con della vernice verde, si ma verso dove?Dopo il cinema abbandonato ,sembra il nuovo cinema Paradiso,a sinistra la strada stretta e caratterizzata per il dispensario. Appena arriviamo, suore infermieri ed accoucheurs ci fanno festa, poi ci elencano col tono distaccato di chi ci è abituato quelli che non ci sono più perché trascinati via dagli eventi della vita o dalla morte. Questi ultimi sono molti , troppi. Pensiamo che siamo qui in fondo per questo, abbiamo già cominciato a fare qualcosa ma non basta .E’ iniziato il progetto del nuovo ospedale, un ospedale africano modesto ed essenziale, speriamo utile ed anche ecologico. Da Cervia, da Ravenna, da Faenza, da Casalfiumanese da tutta la Romagna ci sono venuti contributi ed aiuto, sarà uno sforzo da continuare con costanza e consapevolezza dei nostri limiti e delle nostre capacità. Per il momento ci sono in un  in angolo della immensa savana alta dove gli zebù pascolano pacati e ieratici , due ettari di terra recintata da  una siepe di alberi di Frangipane e la vasca di captazione di una sorgente, le condutture le pompe ed i pannelli solari sono in arrivo dall’Italia, poi potranno cominciare i primi manufatti in muratura. L’Afrique bouge, speriamo nella direzione giusta,e che non ci siano soltanto televisione e telefonini nel suo futuro..

Dott.Maurizio Morelli-presidente CERVIAUXILIA-onlus

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