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Arriva una lettera dal Cameroun

COMUNICATO STAMPA

 

Arriva una lettera dal Cameroun

I medici volontari: “Ora l’ospedale aspetta solo l’inaugurazione”

 

Sono partiti alla volta del Cameroun lo scorso 6 febbraio e oggi i due medici volontari dell’associazione Auxilia Onlus, Maurizio Grilli e Franco falconi, scrivono una lettera, raccontando la loro missione a Galà Galà, nella regione Adamua da Yaoundè.

Ricordiamo che i due volontari dell’associazione cervese si trovano in Africa, dove Auxilia sta costruendo un ospedale.

Vi proponiamo parte della lettera, arrivata in questi giorni ad Auxilia Onlus, dei due medici.

Buongiorno,

siamo Maurizio Grilli e Franco Falconi, medici volontari di Auxilia in Camerun. Siamo arrivati a Ngaoundal da alcuni giorni, dopo un viaggio con qualche peripezia.

La situazione é apparentemente tranquilla dal punto di vista della sicurezza e dal punto di vista sanitario, essendo questo il periodo di estrema siccità (non piove dal novembre scorso). Anche il Prefetto, che siamo andati a salutare come ogni anno, ci ha rassicurato, consigliandoci, però, di non uscire di sera da soli, di modificare i percorsi a piedi durante la giornata, di non andare sul Mont Ngaoundal o nella Brousse per le vaccinazioni, in quanto sono presenti piccoli gruppi di delinquenti armati, provenienti dalla Repubblica Centro Africana, dediti ai furti e al sequestro di persona per riscatto. La situazione é diversa nella capitale Yaoundè dove sono presenti posti di blocco, esercito, polizia armata con kalasnikov; ci sono forze di sicurezza muniti di metal detector all’entrata dei supermercati, alla stazione, nei grandi alberghi e nelle sedi delle compagnie telefoniche.

Molto peggiore é lo stato delle cose all’Estremo Nord del paese, da Marouà verso il Ciad e la Nigeria, dove anche il Prefetto sconsiglia a tutti di andare (é una zona a circa 1000 km da dove siamo noi) perchè sono presenti bande di Boko Haram che hanno effettuato numerosi attentati kamikaze e decapitato centinaia di cristiani e musulmani, e rapito donne e bambini.

 

Nel dispensario, al momento, sono presenti suor Lucia, suor Lidie, una suora del Centrafrica e una del Vietnam; suor Maria Grazia dovrebbe rientrare dal Ciad la prossima settimana come suor Michelle da Yaoundè. E’ presente un giovane medico generalista camerunense di nome André. Le suore ci hanno comunicato che i farmaci di prima necessità scarseggiano e sono difficili da recuperare (per fortuna che ne abbiamo portati molti dall’Italia); sono aumentati i poveri e si registra un aumento degli abbandoni di bambini e anziani.

 

Le nostre giornate sono ripetitive ma non monotone. Il periodo dell’estrema siccità, se da un lato ha ridotto l’incidenza di alcune malattie come la malaria, dall’altro ha incrementato la povertà e ridotto la popolazione dei villaggi in quanto i nomadi hanno seguito le mandrie di zebù verso i pascoli del Nord. Molti i parti effettuati a casa e non al dispensario con successiva rianimazione urgente dei neonati e trasfusioni per le madri. Si hanno diversi casi di broncopolmonite nei bambini denutriti e di alimentazione artificiale dei prematuri, ma anche nei neonati gravemente sottopeso per impossibilità di allattamento materno (a proposito é arrivato al Centro un bimbo di un mese che pesa 1,2 Kg a cui stiamo pagando di tasca nostra il latte artificiale, la mamma è molto povera ed è stata abbandonata dal marito). Sono in incremento malattie della pelle di difficile diagnosi e le malattie sessualmente trasmissibili.

 

Abbiamo visitato il nuovo Ospedale di Gala Gala. E’ stato ben completato: cinque padiglioni pressoché completamente allestiti con attrezzature imballate ma già montate; cento posti letto per maternità, ginecologia, sala parto, pediatria, dispensario medico, malattie infettive contagiose, rianimazione neonatale, blocco operatorio, degenza chirurgica e post operatoria, cure intensive, farmacia, laboratorio, banca del sangue, radiologia, ambulatori di consultazione medico chirurgici e ostetrici, sala ecografica, lavanderia, sterilizzazione, inceneritore per i rifiuti tossici e infettivi, area direzionale e amministrativa, una piccola chiesa. Il nuovo Ospedale si può dire completato. Il Prefetto ha più volte sollecitato le suore di aprirlo, ma queste ultime attendono il completamento della selezione del nuovo personale medico, infermieristico e tecnico.

 

Che l’apertura sia imminente lo dimostra anche il fatto che Gala Gala, da piccolo agglomerato di capanne, sta crescendo dal punto di vista “urbanistico”; c’è già chi sta pensando di aprire un ristorante, chi un albergo, chi di ampliare il servizio di moto taxi.

 

Maurizio Grilli e Franco Falconi

 

Ufficio stampa

 

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